giovedì 19 marzo 2026

La via del bosco

 Ieri 18 Marzo il CDS ospitava un articolo di un collaboratore il quale rimprovera chi s'indigna per via dei bambini attenzionati dallo Stato - e popolarmente detti insieme ai loro genitori "famiglia del bosco" - e non s'indigna invece per via dei moltissimi bambini che le guerre - e i viaggi improvvisati per mare a scopo di migrazione no? - uccidono. Direi che l'autore dello scritto tende a sottovalutare la vera e propria persecuzione subita dai genitori "neorurali" e dai loro tre figli da parte dello Stato (nella forma di magistrati, assistenti sociali e forze dell'ordine) in nome del numero di bambini morti e feriti in guerra, se non "rapiti" in Ucraina dai russi ... L'autore dello scritto accenna perfino a una "strumentalizzazione" della indignazione pro "famiglia del bosco" in direzione dell'imminente referendum sull' ordinamento nuovo della magistratura. 

Contro le guerre e le masse di morti che esse provocano si può fare poco, invece contro l'infamia di uno Stato che pretende di mettere la proboscide nei fatti di una famiglia la quale tenta "la via del bosco", direbbe Ernst Juenger, si può fare qualcosa. Per esempio finanziare i migliori avvocati difensori della "famiglia del bosco" contro lo Stato, il quale da una parte abbandona i cittadini alle grinfie del mercato e dall'altro pretende di ingerirsi nelle abitudini igieniche sanitarie e pedagogiche di una famiglia.

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