Chi, dipendente dal ministero della cultura, sovrintende al bene delle opere visibili o invisibili di cui l'Italia è ricca, opere sotto perenne schiaffo da parte di chi trasforma gli ambienti urbani ed extraurbani, dovrebbe tuttavia evitare di schiaffeggiare a sua volta ciò che, pubblico o privato, viene realizzato dai contemporanei.
Due esempi fiorentini: il primo riguarda lo stadio comunale - cui non so da chi è stato appioppato il nome di "Artemio Franchi": anni fa poteva essere rinnovato, se non di poco spostato e rifatto, ma ciò non avvenne perché il sovrintendente di cui sopra eccepì in merito al rischio che potesse essere compromesso il "valore architettonico" dell'opera.
Per carità, chi lo negherebbe! Dio salvi la scale "elicoidali"! Ne sono risultati un ritardo e un compromesso - se non anche la prospettiva di un risultato finale esteticamente modesto - di cui la responsabilità in gran parte è dell'allora sovrintendente in carica e delle politiche ministeriali competenti.
Il secondo esempio palpita oggi in piazza Beccaria, dove i lavori per il nuovo tram sono inciampati su resti di mura medievali sepolte. Chi ora sovrintende ha fatto bloccare tali lavori, i quali già di per sé disturbano la vita di migliaia di persone , figuriamoci se vengono sospesi per cause medievali!
Le scale "elicoidali" dello stadio comunale e le mura medievali di piazza Beccaria non meritano il blocco e quindi il ritardo di lavori pubblici di cui, come è noto, il pregio principale è la loro agognata conclusione ...
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