Il ministro Salvini ha querelato il pubblicista e scrittore Saviano per aver il secondo anni fa dato di "ministro della malavita" al primo, manco fosse un Giolitti agli occhi di Salvemini. Ciò mi ricorda la querela di Vannacci, recentemente rivolta a Bersani, il quale gli aveva dato del "coglione" a causa delle opinioni contenute nel best seller Il mondo al contrario, di Vannacci. In questo momento non ricordo il nome di Saviano, mentre ho in mente che Salvini si chiama Matteo, che Salvemini si chiamava Gaetano, che Vannacci si chiama Roberto ... e Bersani? Comincio davvero ad esser vecchio ... Giolitti si chiamava Giovanni ... Comunque sia, mi pare che Bersani sia stato assolto, nonostante che "coglione" significhi tonto, scemo, bischero ... Oggi la difesa di Saviano punta sull'eccellenza culturale dell'offesa a Salvini, il quale, come osserva un giornalista del Corsera, ha ammesso di non aver letto Salvemini ... Il mio parere è che, a parte il paragone con un gigante della storia unitaria d'Italia, Giolitti, Salvini non ha torto ad offendersi così come non aveva torto Vannacci. Ma gli offesi potrebbero smettere di querelare gli offensori ... sfidarli a duello non si può, coglioni - stavolta di valore - a parte ... allora?
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Gentaglia
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