Ho letto quasi per intero il recente supplemento del Corri sera, corri dedicato a L'America di Trump e firmato da F. Rampini. La lettura mi è divenuta antipatica in modo particolare quando FR, paragonando Trump a Nixon, ricorda ciò che definisce lo "sdoganamento" di Mao Tse Tung operato ai tempi dallo stesso Nixon. La Repubblica Popolare Cinese non era un prodotto da importazione né, come scrive FR, il suo presidente era un "criminale" ... A proposito di "criminalità", nelle molte pagine lette non ho trovato accenni alla pulizia etnica fatta dai bianchi immigrati ai danni dei nativi americani ... né alle innumerevoli guerre fatte dagli Usa da quando esistono, né alla distruzione atomica di ben due città giapponesi nel 1945. Né, venendo agli affari interni, alcun accenno alle stragi che di tanto in tanto privati cittadini compiono in Usa, il Paese scelto da FR come residenza, ai danni di altri cittadini. Non sono fatti interessanti? Né ai metodi violenti della polizia, né agli anni del razzismo più crudele ... Né al cosiddetto proibizionismo, né alla corruzione della polizia da parte dei criminali, né accenni alla mafia* ... Il Paese che presenta ai lettori FR è un vivace coacervo di iniziative, di libertà, di cadute e rinascite, coronato da una moneta ambita nel mondo nonostante che sia basata solo su sé stessa e sulle cannonate ... A proposito di Trump, fenomeno relativizzato con il contestualizzarlo nella storia degli Usa, FR apre la strada alla convivenza del giornale per cui lavora, il Corri sera, corri, con il nuovo padrone smussando gli spigoli di recente percepiti da chi era abituato a Biden ...
* L' "America di Trump" non è un testo legato al presente, fornisce una prospettiva anche storica, da qui le mie critiche.
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