... con notevole ritardo, circa 25 anni, ho tentato la lettura di Impero, cospicuo lavoro di M. Hardt e A. Negri ... ai tempi ero impegnato dal mio impiego universitario non congruo con studi di politica e di filosofia, in altri termini non avevo tempo da dedicare a Impero ... poi finalmente sono stato messo in quiescenza e da 12 anni posso leggere quel che mi pare ...
Non sono riuscito a leggere che due terzi di Impero ... è scritto in un modo che senza tregua mi ha irritato rendendo tutto più difficile ... linguaggio piuttosto astratto e arrogante ... marxismo com'è giusto aggiornato ... dopotutto Marx è defunto da 141 anni ... sennonché l'aggiornamento è consistito, nel caso di Impero, in una esposizione crudele alla terminologia di Foucault, di Deleuze, di Debord ... Marx in salsa francese ... biopolitica, territorializzazione, deterritorializzazione, rizoma, desiderio, dispositivi di qua, dispositivi di là ... fuffa!
L'impero di cui trattano Hardt e Negri è ciò che rimane dopo i fasti dei vari imperialismi nel 19° e nel 20° secolo, ma non ha a che vedere con quei fenomeni, dopotutto concreti, afferrabili, infatti l'impero è una costruzione di Hardt e Negri che potremmo paragonare all'impero romano, sennonché è ovunque e in nessun posto, pensabile come Motore potentissimo, cangiante ... a Hardt e Negri tale loro costruzione intellettuale piace perché non è possibile combatterla con le solite armi dei rivoluzionari, dei militanti comunisti che avevano il Partito come stella polare, e allora ... con quali armi si combatte l'impero?
Smetto di leggere il libro, intanto, prima di arrivare in fondo, dove sorpreso troverei l'evocazione di Francesco di Assisi ... all'impero costruito dalle fertili menti di Hardt e Negri si replica secondo loro facendone di ogni ... magari spogliandosi come il poverello di Assisi ... parlando ai lupi ... pensando globale, agendo locale ...
un esempio postmoderno di comunismo anarchico ...
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