Il direttore del quotidiano Il Foglio ieri sera alla presenza di due colleghi in carne e ossa e di due colleghi in effigie ha affermato essere Israele difensore della "società aperta", ciò implicando che l'occidente stia dalla sua parte. Il direttore del Foglio, presa la rincorsa, ha inoltre usato ripetutamente la formula "neutralizzati" per indicare l'essere stati ammazzati di due dirigenti della resistenza araba contro Israele. Dei due colleghi in effigie, ho notato, uno appariva sullo sfondo di una libreria da un cui scaffale pendeva una bandierina a stelle e strisce. Costui, che credo scriva sulla Stampa di Torino, lo ricordo quando da giovane scriveva sul "quotidiano comunista" Il Manifesto. Il direttore del Foglio non so dove scriveva prima, in compenso è ancora piuttosto giovane e ha tempo per maturare. Ammesso comunque e non concesso che la "società aperta" sia una buona cosa - come volle Karl Popper, ideatore della fortunata formula - il fatto che Israele sia una "società aperta" è ininfluente in rapporto al giudizio circa le infamie che da una ottantina di anni compie ai danni dei palestinesi.
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